Grazie al vittimismo delle sinistre, i finti agnellini non hanno più remore a fare i lupi

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Segnalazione Quelsi

 

by Helmut Leftbuster

 

BIMBOLa tipica nenia vittimista dei companeros, che normalmente accompagna notizie come quella di zingari che seminano il panico con bombolette spray in treno , si basa sul principio astratto che chiunque possa commettere un reato; un principio arido di logica come il deserto lo è di acqua, e del tutto privo della principale fonte umana di realismo: l’esperienza.

L’affinazione tecnologica della statistica ha reso certe vaghezze di cattiva fede del tutto risibili quando oramai basta digitare qualche parola chiave perché chiunque possa accertarsi della preponderanza della matrice culturale di determinati fenomeni criminosi.

 

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Il leader dei filorussi nell’Est ucraino vieta le bestemmie ai militari. E a Mosca Putin firma una legge che punisce la bestemmia in pubblico con pesanti ammende.

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

LEADER FILO RUSSILeader filorussi vieta bestemmie Ci opprimono spiritualmente

(ANSA) – MOSCA, 30 LUG – Basta bestemmie per i miliziani separatisti dell’Ucraina dell’Est. Lo ha deciso il ministro della Difesa dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Igor Strelkov (per Kiev è un ufficiale dei servizi segreti russi) con un decreto postato anche su Twitter. Strelkov sostiene che la bestemmia “in luoghi pubblici rappresenta una grave infrazione disciplinare e sarà punita in maniera adeguata… L’uso delle bestemmie opprime spiritualmente e porta l’esercito verso la sconfitta“.

 http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11606827/Russia–Putin-firma-legge-che.htmlLibero – 5 maggio 2014

Esteri

Russia: Putin firma legge che vieta bestemmie sui media

Mosca, 5 mag. (Adnkronos) – Il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che vieta le bestemmie nei film, nelle trasmissioni televisive, negli spettacoli teatrali e nei media. Lo riferisce la Bbc, precisando che i trasgressori dovranno pagare multe fra 2.500 e 50mila rubli (fra 50 e mille euro).

La legge, che entrerà in vigore il primo luglio, prevede un avviso sulla copertina di libri e video contenenti bestemmie. Non è chiaro se il divieto di bestemmia si estenderà anche a social media come Twitter e Facebook.

e portano esercito alla sconfitta

 

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/07/30/leader-filorussi-vieta-bestemmie_03d07aec-2018-47f9-aca7-2f2ec1dfa88d.htmlAnsa – 30 luglio 2014

Il vero Francesco piange…

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SAN FRANCESCO DI PAOLA PIANGE: “MIRACOLO” A COSENZA

 

SAN FRANCESCOC’era folla lunedì sera dinanzi alla statua di San Francesco di Paola (foto) alle spalle della chiesa di San Vito Martire a Cosenza. L’andirivieni era non solo giustificato ma addirittura obbligato: si trattava di capire quanto fosse fondata la voce che da alcune ore circolava con insistenza per tutta la città. E non solo.

 

 

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Iraq, giornalista musulmana va in onda con la croce al collo contro la persecuzione dei cristiani

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Segnalazione Quelsi

 

daliaIncurante delle possibili conseguenze del suo gesto clamoroso, la giornalista Dalia Al Aqidi (nella foto a sinistra), dipendente dell’emittente irachena Sumaria, si è messa una croce al colloe si è scagliata dalla tv contro il «fascismo politico islamista», unendosi alla schiera di quei musulmani iracheni che a proprio rischio e pericolo hanno deciso di difendere i cristiani dalla persecuzione dello Stato islamico. Perché «colui che tace sulla giustizia è un diavolo muto», ha detto la donna.

 

 

 

 

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La Stampa – Insegnanti dal Sud I torinesi precipitano nelle graduatorie

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segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

I sindacati non sono rimasti sorpresi:”ce lo aspettavamo ma non così”
 

Ogni anno ai primi di settembre i docenti precari si ritrovano in un salone dove i funzionari del Csa
assegnano le cattedre. Tra loro quest’anno anche tanti che arrivano dal Sud Fabio Albanese, Mariateresa Martinengo  

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Per il prossimo anno scolastico le scuole della provincia attendono un esodo di massa di docenti dalle regioni del Sud. La recentissima pubblicazione delle graduatorie, soprattutto per quel che riguarda le elementari e le medie, l’aggiornamento triennale ha portato ai primi posti quasi tutti docenti del Meridione, Sicilia e Calabria soprattutto ma anche Campania e Puglia, che hanno approfittato della «finestra» di quest’anno per dire basta alle attese senza speranza nelle graduatorie delle proprie città, lunghe e con scarsa disponibilità di cattedre, per tentare la fortuna all’altro capo della Penisola.  

 Il fenomeno non riguarda solo Torino ma buona parte delle città del Nord dove una maggiore disponibilità di cattedre e i punteggi dei docenti precari locali che non sono quasi mai molto alti, hanno invogliato migliaia di precari meridionali. Per dire, per trovare il primo nato a Torino nella graduatoria di Francese bisogna arrivare al 23° posto, al quindicesimo in quella di Italiano, al decimo in quella di Educazione artistica, al settimo in quelle di Tedesco e di Educazione musicale, al quarto per la Matematica. Prima di loro, tanti docenti con luogo di nascita a Catania (moltissimi), Messina (molti), Reggio Calabria, Palermo, Ragusa, Agrigento, e poi Cosenza, Sassari, Catanzaro, Napoli, Lecce, Brindisi.  

 «Ce lo aspettavamo ma non in questo modo. Nella primaria – rivela Teresa Olivieri, segretaria Cisl scuola – su 105 in graduatoria, 101 vengono dal Sud, è un dato eclatante. Nel francese, chi era primo lo scorso anno ora è 47° e non so se nei prossimi 3 anni avrà il ruolo. È una guerra tra poveri». Questo nuovo «fenomeno migratorio» della disperazione trova base nella grave mancanza di lavoro al Sud che, nel mondo della scuola, si trasforma in precariato storico di docenti con decine di anni di insegnamento sulle spalle (e relativi corposi punteggi) e una mancanza di cattedre progressivamente maggiore che, di anno in anno, toglie loro la possibilità di raggiungere il tanto agognato «ruolo», la cattedra di diritto, il ruolo, il posto fisso.  

 «Dopo 15 anni di servizio – dice Cristina, marito e un figlio, una catanese pronta a trasferirsi – dovevo fare una scelta. A 49 anni non posso più permettermi di aspettare oltre. La Sicilia resta nel cuore ma mio figlio deve crescere lontano da qui». Anche Maria, tre lauree e sei abilitazioni, tra un mese si trasferirà dalla Sicilia: «Non è stata una decisione a cuor leggero, sfido chiunque a chiudere casa, salutare la famiglia e andare dall’altro lato dell’Italia. Ma cosa dobbiamo fare se ogni anno da noi c’è sempre più il rischio di non avere nemmeno una supplenza? Mi hanno detto “Statevene a casa invece di rubarci i posti”, non è bello sentirsi dire certe cose».  

 Ma perchè proprio quest’anno se è vero che, al precedente aggiornamento delle graduatorie, tre anni fa, nulla del genere era accaduto? Una spiegazione la offrono gli stessi precari in trasferta: nel 2011 la scuola scontava un vecchio provvedimento del Miur che imponeva, a chi si trasferiva da una provincia all’altra, di restare per 5 anni nel nuovo incarico. La norma sostituiva quella, in vigore da molto tempo, che consente di chiedere trasferimento dopo un anno, se ci sono i requisiti (avvicinamento al coniuge, figli piccoli, genitori bisognosi di assistenza, per esempio). Alcuni ricorsi al Tar hanno fatto decadere la norma dei 5 anni e si è tornati a quella precedente. E chissà quanti dei prof in arrivo a Torino per il prossimo settembre saranno in cattedra qui nell’anno scolastico successivo. 

 

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/08/02/cronaca/insegnanti-dal-sud-i-torinesi-precipitano-nelle-graduatorie-2gFphruvY5L2SwV9Gej0KJ/pagina.html

Perché non esiste una cura per Ebola?

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Segnalazione Quelsi

 

EBOLA2È ormai di oltre 700 morti il bilancio dell’epidemia di Ebola che da mesi sta devastando l’Africa occidentale. Più di 1.300 persone sono state infettate dal virus in tre paesi – Guinea, Sierra Leone e Liberia – mentre un quarto, la Nigeria, che è anche il più popoloso paese africano, attende con il fiato sospeso di capire se l’americano Patrick Sawyer, morto a Lagos dopo essere sbarcato già malato da un volo proveniente dalla Liberia, possa aver contagiato altre persone. Anche se le autorità sanitarie occidentali annunciano misure di sicurezza ed escludono una pandemia globale, si prevede che la malattia farà ancora molte vittime prima di essere debellata.

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L’italianizzazione delle vie storiche di Verona dal 1867 in avanti e l’intitolazione ai cosiddetti “eroi” del Risorgimento.

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Segnalazioni di Maurizio-G. Ruggiero

 

VICOLO BOGONVerona: Nel 1867 in omaggio all’Unità d’Italia, i termini dialettali della città vennero tradotti in italiano

di Emma Cerpelloni¯

Nel 1867 Palazzo Barbieri rinominò molte strade del centro per rendere onore ai patrioti caduti. Soltanto vicolo Bogòn sfuggì all’italianizzazione delle vie.  

Il centro storico di Verona rende un significativo omaggio al Risorgimento italiano: tante le strade, attorno a piazza Bra, dedicate ai personaggi che hanno fatto l’unità d’Italia. Ma queste intitolazioni hanno diverse storie. Il primo omaggio ai protagonisti del Risorgimento si è avuto proprio all’indomani dell’annessione di Verona all’Italia.

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Processioni e culti fallici nelle false religioni. Festa della virilità in giappone!

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.Segnalazioni di Maurizio-G. Ruggiero

 

Attenzione: cliccando sui link sottostanti e sul link della fonte ci sono immagini scabrose non adatte a minori.

 

Nella città di Kawasaki [a una trentina di chilometri appena da Tokyo, la capitale] in Giappone, si celebra ogni anno la festa del Kanamara Matsuri.

L’origine di questo evento che vede decine di persone venerare per le strade della città un “enorme organo maschile” ha un’origine antichissima che risale all’epoca Edo (1603-1867).

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Sacrifici umani compiuti in Europa da immigrati africani.

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Segnalazioni di Maurizio-G. Ruggiero

 

Se credete che i sacrifici umani siano un antico retaggio di culture selvagge definitivamente estinte e cadute nel limbo, vi sbagliate. Nonostante la propaganda antirazzista si sforzi costantemente di presentarci un’immagine politicamente corretta dei popoli africani, in Uganda l’uccisione di bambini per rituali stregoneschi è un fenomeno che ha raggiunto proporzioni davvero incredibili, a dimostrazione di come “pratiche che nei paesi civilizzati hanno portato i loro seguaci al patibolo continuano ad essere per il Sud del mondo ordinaria amministrazione” . Silvano Lorenzoni nel Selvaggio mostra come comportamenti che per i selvaggi costituiscono la normalità sono considerati tra i popoli civili sintomi di psicopatologie: “Inizierò mettendo a fuoco quelle manifestazioni che avvicinano il selvaggio ai comportamenti di quei civili che normalmente sono, o dovrebbero essere, confinati nelle istituzioni psichiatriche, e, successivamente, quelle (tossicodipendenza compulsiva, deviazioni sessuali ecc.) che più lo avvicinano all’animalità.

 

Un bimbo morto in cambio successo, soldi, salute. È quanto accade in Uganda, Paese africano dove – secondo le stime di Jubilee Campaign, charity che si occupa di tutela dei minori – il macabro rituale ha già coinvolto 900 bambini. Un recente reportage investigativo della Bbc nello stato africano ha rivelato che il numero delle piccole vittime di sacrifici umani sta aumentando rapidamente e la polizia fa ben poco per risalire ai colpevoli e ancora meno per proteggere le potenziali vittime.

http://www.lettera43.it/attualita/28884/uganda-attenti-all-orco.htm

è interessante notare che tali riti, pur essendo proibiti dalla legge, sono talmente diffusi e socialmente accettati, da non suscitare la minima riprovazione da parte dell‘africano medio. Infatti benché l’attuale incremento dei sacrifici sia riconducibile ad una specifica setta chiamata Yu-Yu, questo fenomeno non è un’anomalia estranea alla cultura e alla mentalità africane ma, al contrario, si radica nella psicologia stessa di quelle popolazioni, le quali dal punto di vista morale non vi trovano assolutamente nulla di male. Infatti, in questo continente, e in particolare in Uganda, casi di sacrifici umani sono sempre esistiti e spesso sono gli stessi guaritori tradizionali che finito l’insegnamento di queste pratiche devono iniziare con il sacrificio del proprio figlio. Ecco la descrizione particolareggiata di uno di questi riti:

Molte famiglie, in quelle zone dell’Africa dove lo Yu-Yu è molto diffuso, destinano uno dei loro bambini al sacrificio per garantire benessere a tutta la famiglia. I membri della setta assistono, nudi, all’opera dello sciamano che, stordita la vittima, gli taglia la gola facendo molta attenzione a che neanche una goccia di sangue vada sprecata; il sangue (5/6 litri) viene raccolto in una bacinella metallica e versato sulle teste dei presenti che, poi, si accoppiano ancora tutti lordi di questo.

http://www.valianti.it/cgi-bin/bp.pl?pagina=mostra&articolo=1729

 

Un buon africano non capirà mai perché queste pratiche suscitino nell’uomo bianco tanta riprovazione. Per lui l’omicidio non è un crimine, tanto più se è lo stregone a ordinarlo. Ecco come un negro tratta il rito sanguinario con un cronista della BBC che si è finto un acquirente:

«Esistono due modi di farlo», ha spiegato Awali al giornalista, «possiamo seppellire il bambino vivo dove stai costruendo la tua sede oppure possiamo tagliarlo a pezzi e mettere il suo sangue in una bottiglia. Se è maschio gli tagliamo la testa e i genitali, seppellendoli insieme alle mani e ai piedi».

 http://www.lettera43.it/attualita/28884/uganda-attenti-all-orco.htm

 

Ci viene spontaneo chiederci, visti gli attuali flussi migratori, quali saranno a lungo termine gli effetti dell’importazione di questa preziosa cultura nel continente europeo. La risposta ce la da un articolo di alcuni anni fa, in cui si descrive come l’immigrazione grazie alle associazioni antirazziste e umanitarie abbia permesso agli stregoni africani di esportare le loro pratiche di magia nera sino in Gran Bretagna. Tutto è cominciato col ritrovamento di un corpo mutilato nel Tamigi.

Si trattava di un bambino di razza africana cui erano stati amputati la testa, le gambe e le braccia; investigatori lo battezzarono Adam e cominciarono le indagini. La prima risultanza fu che la causa della morte era stato un accuratissimo taglio della vena giugulare, cui era seguito un drenaggio completo del sangue. (…) Studiando i resti del bambino sacrificato si scoprirono nello stomaco e nell’esofago resti di una pozione costituita da rare erbe africane; l’antropologo spiegò che si trattava di erbe che stordivano la vittima prima del sacrificio.

http://www.valianti.it/cgi-bin/bp.pl?pagina=mostra&articolo=1729

 

Infine si scoprì che:

Bambini maschi tra i 4 e i 7 anni venivano comprati in Africa per 10/20 dollari; fatti arrivare in Gran Bretagna assieme a coppie di richiedenti asilo, che se ne avvalevano per facilitare le pratiche di accettazione, e poi passati a sette segrete apparentemente di denominazione cristiano-evangelica, in realtà sette sataniche che li sacrificavano, spesso dopo averli torturati, per cacciare «cattivi spiriti» o malattie. I bambini importati dall’Africa in questa maniera sarebbero almeno un centinaio e questa potrebbe essere la punta di un iceberg.

 

Tra poche decine di anni l’Europa si sarà definitivamente trasformata in un continente africano. Non è difficile perciò ipotizzare un aumento di queste pratiche, con buona pace di progressisti e associazioni umanitarie. Già l’anno scorso abbiamo avuto notizia di un caso simile, riguardante un barcone attraccato a Lampedusa. Un sopravvissuto, un ghanese di 16 anni, raccontò infatti che durante l’attraversata furono gettati in mare alcuni uomini per “placare gli spiriti del mare”:

A bordo del barcone venivano eseguiti sacrifici umani per invocare il sostegno di qualche divinità pagana nei momenti di difficoltà, o anche semplicemente per punire qualche innocente che veniva ritenuto colpevole di aver provocato qualche danno ai motori dell’imbarcazione. La regia degli avvenimenti era tenuta da quattro donne, quattro maghe, delle santone nigeriane che eseguivano riti magici a bordo dell’imbarcazione indicando di volta in volta chi doveva essere gettato in mare. Il fatto che nell’imbarcazione ci fossero etnie diverse ha favorito una sorta di guerra interna dominata da alcuni nigeriani. Un sopravvissuto ha raccontato che donne di etnia nigeriana facevano riti magici al termine quali indicavano qualcuno. Questo veniva preso, legato mani e piedi e ancora vivo gettato in mare.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2011/11/30/IMMIGRATI-Sacrifici-umani-sul-barconi-orrore-a-Lampedusa/225793/

 

Una cosa molto importante da sottolineare è che tutte le donne arrestate erano ospitate in strutture di accoglienza: “due a Palinuro, in provincia di Salerno, uno a Cosenza e altri due in un albergo di Enna” e che tutti i responsabili, “erano già in possesso di permesso di soggiorno dopo avere richiesto e ottenuto asilo politico”.

Forse gioverà a questo punto interrogarsi sui fondamenti antropologici di questa crudele usanza. Il sacrificio umano a scopi stregoneschi riflette di per sé un tratto caratteristico della psicologia dei negri e, in genere, delle popolazioni selvagge. Infatti a differenza di altre forme di culti sacrificali, in uso nell’antichità presso popoli di stampo indoeuropeo, che avevano una valenza cosmica e sancivano un legame con la comunità di appartenenza e col divino, il rito stregonico è totalmente spogliato da qualsiasi carattere sacrale e comunitario, e si riduce sostanzialmente a una sorta di contrattazione magica con i demoni per ottenere vantaggi individuali e materiali. Ciò, del resto, si accorda perfettamente con la stessa concezione della religiosità in uso presso i selvaggi, caratterizzata da una totale cesura con il sacro, che degenera in mero fattucchierismo e magia nera tra i popoli del Sud del mondo, improntati a una crudeltà metafisica che riflette il loro allontanamento dall’umanità e il loro affacciarsi sull’animalità. op. cit. “Da ciò risulterà chiaro come da un lato il selvaggio possieda ancora un labile aggancio con l’umanità normale, dalla quale comunque si è allontanato, e dall’altro lato esso si affaccia già su quell’animalità alla quale è destinato”.

Concludendo, fenomeni come questi dimostrano in maniera inequivocabile, se non fosse già abbastanza chiaro, che l’idea di importare selvaggi dalle aree più degradate del pianeta non potrà mai costituire una fonte di arricchimento culturale per i popoli civili, ma solo una causa di costante regressione antropologica, di imbarbarimento e di degenerazione. L’immigrato di colore è inassimilabile. La sua presenza va di pari passo al deterioramento delle strutture civili, morali e spirituali di una Nazione. […]

 

Fonte: http://www.traditio.it/PRINCIPE/2014/agosto/2/Sacrifici.htm