Il beato ecumenico

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Segnalazione di Federico Prati

 

Intervista al “Cardinale” che ha presieduto la “beatificazione” del Domenicano morto a Dachau per aver aiutato gli ebrei Domenico Agasso jr

 Anche ai suoi persecutori diceva: «Tutto quello che faccio è solo per carità». Il domenicano padre Giuseppe Girotti è stato “beatificato” il giorno prima della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II ad Alba (CN), dov’era nato il 19 luglio 1905.

A 13 anni è entrato nel Seminario domenicano di Chieri (TO) ed è stato ordinato sacerdote nel 1930. Ha iniziato una carriera da biblista e teologo impegnandosi nello stesso tempo in varie opere caritative. Dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione tedesca e la nascita della Repubblica sociale italiana, Girotti, all’insaputa dei suoi superiori, diventa il centro di un vasta rete di sostegno a favore degli ebrei perseguitati, aiutandone molti a trovare nascondigli sicuri e documenti di identità falsi. Per questa sua attività è stato arrestato, tradito da una spia, il 29 agosto 1944. Imprigionato a Torino finisce poi nel campo di concentramento di Dachau, dove ha continuato a prodigarsi per gli altri. Si è ammalato, ed è stato così ricoverato in infermeria dove l’1 aprile 1945 è stato ucciso con una iniezione di benzina.

Girotti è stato proclamato “giusto tra le nazioni” per la sua azione a favore degli ebrei durante (…) la persecuzione giudaica. 

In rappresentanza di Bergoglio ha presieduto il rito di “beatificazione” il “cardinale” Severino Poletto, “arcivescovo” emerito di Torino.

Vatican Insider lo ha intervistato:

Eminenza, come descriverebbe padre Girotti?

«Credette e visse nell’amore di Dio e nella sua misericordia come cristiano, sacerdote domenicano e infine come martire. Educato in una famiglia ricca di autentici valori umani e cristiani, cresciuto in una terra dove la fede era veramente il faro che orientava ogni esistenza, egli, entrato nell’Ordine dei Padri domenicani, si sentì da subito conquistato dalla Parola Divina, ne scrutò con avido ardore la profonda verità, ne fu predicatore, insegnante e scrittore con i suoi commenti ad alcuni libri dell’Antico Testamento. Dal Vangelo di Cristo imparò ad amare e beneficare i fratelli, soprattutto i poveri, gli ammalati e specialmente i perseguitati per motivi razziali. La sua espressione tipica: “Tutto quello che faccio è solo per carità” è applicabile a ogni sua attività».

 Se dovesse scegliere una o due parole per rappresentarlo quale sarebbero?

«Amore e misericordia. Lo specchio che lo ritrae luminosissimo è la misericordia che scaturiva dall’amore, da quell’amore che egli sentiva in modo particolare verso coloro che considerava i suoi “fratelli maggiori”, espressione che amava usare quando parlava degli ebrei. Girotti, senza badare ai rischi ai quali si esponeva, si fece protettore degli ebrei residenti a Torino e dintorni, specialmente quando i nazisti e i fascisti li ricercavano per avviarli ai campi di concentramento, dove anche lui finì internato per sette mesi (29 Agosto 1944 – 1 Aprile 1945), durante i quali a Dachau consumò in quel lager la sua vita vissuta sempre col dono quotidiano della carità, che costituisce il suo vero “martirio”. Si può essere martiri per la fede ma anche per la carità e Girotti fu martire della carità perché è documentato nella sua scheda personale contenuta nel registro di Dachau che egli fu deportato perché “aiutava gli ebrei”».

Quali sono gli aspetti della “santità” di Girotti che più La colpiscono?

«In lui la gioia e la serenità dello spirito non sono mai venute meno anche nei durissimi mesi di prigionia. Era lui che, nutrendosi di preghiera assidua e partecipando ogni giorno all’Eucaristia che veniva celebrata alle 4, coltivava la fraternità con i sacerdoti imprigionati con lui nella baracca 26 – costruita per ospitare centottanta persone ne conteneva in quel momento più di mille. Riusciva con il suo carattere ilare a tenere alto il morale dei confratelli con la sua giovialità, frutto di un cuore limpido e immerso in Dio. Ricoverato in infermeria per una grave malattia, il giorno di Pasqua 1945, non ancora 40enne, muore, forse aiutato con una iniezione letale, come era abitudine in quel luogo. Sul suo giaciglio i suoi compagni scrissero: “Qui dormiva san Giuseppe Girotti”.

Che cosa insegna oggi Girotti?

«La sua storia deve diventare un richiamo per noi così spesso esposti alla fretta, alla superficialità della nostra vita di fede che sovente non ci consente di trovare del tempo per Dio. Le burrasche della vita, che certamente per noi saranno diverse da quelle subite dal Beato, ci potrebbero travolgere se non siamo forti nella fede».

Perché Girotti può essere definito un beato “ecumenico”?

«Nella baracca 26 del campo di concentramento di Dachau, dove insieme erano prigionieri cattolici, ortodossi, protestanti e membri di altre confessioni religiose: in quel luogo di sofferenza il dialogo ecumenico si realizzava in modo del tutto singolare in quanto i prigionieri si aiutavano vicendevolmente a portare la croce e ad offrire all’unico Signore gli stenti, le malattie, il lavoro estenuante che si doveva fare all’esterno spesso sotto la pioggia e con il freddo più pungente. Tutto questo però non impediva a questi sacerdoti e religiosi di sentirsi tutti discepoli di Gesù soprattutto nei momenti della preghiera. Ci è rimasta, come preziosa testimonianza di questa preghiera comune, una omelia sull’unità dei cristiani, che Girotti pronunciò, in latino per farsi capire, davanti ai confratelli e compagni di prigionia il 21 gennaio 1945 durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. In quel testo il Beato, grande biblista, propone ai confratelli una riflessione sulla preghiera sacerdotale di Gesù, che si trova nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, dove il Signore chiede al Padre che i suoi discepoli siano “uno” come Lui è uno col Padre. Ritengo che sia utile richiamare qualche espressione usata da Girotti, perché è un grande richiamo a quell’unità, auspicata ancora una volta dal Concilio Vaticano II, e che non si è ancora realizzata. “La Chiesa di Cristo, che in modo visibile è ‘una’ nella sua anima per la grazia del Salvatore deve manifestare visibilmente l’unità anche nel corpo. (…) A nessuno sfugge che l’unione di tutte le chiese è massimamente necessaria ai nostri giorni”».

Vicenza, un presidio a difesa della famiglia tradizionale e dei bambini

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di Redazione

 

agerecontra_itUna “manifestazione silenziosa come segno di amore per la vita, per l’educazione dei figli e per la famiglia”. E’ quella che Sabato pomeriggio alle ore 17 i militanti di Forza NuovaChristus Rex, Movimento Sovranità Difesa sociale, sosteranno in silenzio con l’intento di “vegliare per ribadire il diritto dei bambini di crescere in famiglia con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla sua maturazione affettiva”.

 

 

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Imposimato torna a puntare il dito contro Bilderberg e Gladio

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Di Redazione

 

imposimatoIl presidente emerito della Corte Suprema  , Ferdinando Imposimato , punta il dito contro il gruppo Bilderberg.

Indagando sul sequestro e sull’omicidio di Aldo Moro, Imposimato è incappato in un do documento scottante “Che mi ha lasciato sorpreso” che vedrebbe la mano di Bilderberg in attacchi terroristici riconducibili all’estrema destra.

 

 

Dichiara Imposimato  “Si tratta di azioni delittuose che coinvolgono il gruppo Bilderberg. Dopo alcuni riscontri mi sento di affermare che dietro alla strategia della tensione ci possa essere l’ombra di Bilderberg, con il coinvolgimento e l’utilizzo di terroristi e massoni”.

L’ex magistrato accusa anche Gladio, progettata per criminalizzare l’opposizione politica, composta dalla sinistra e gruppi anarchici, con lo scopo di terrorizzare l’opinione pubblica e favorire movimenti reazionari.

Questa la testimonianza di un ex appartenente a Gladio “Si doveva colpire i civili innocenti, donne, bambini, la società lontana da ogni gioco politico, per consegnare lo  Stato, le istituzioni a chi poteva garantire sicurezza. Un logica perversa che sta dietro alle stragi e agli attentati tuttora impuniti. Tutto organizzato da uomini delle istituzioni italiane collegati all’intelligence Usa”.

Fonte: articolotre.com

Vedi anche: Speciale Imposimato: approfondiamo le sue scottanti rivelazioni – a cura di www.nocensura.com 

Giustizia Italia

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

Come viene amministrata la giustizia in Italia

 

bilancia2Giorni fa gli avvocati sardi e leccesi, impegnati in un’azione di astensione dalle udienze hanno reso noto un promemoria che a quanto ci è dato sapere ha lasciato indifferenti e silenziosi sia il Presidente del Consiglio Renzi che il Ministro della Giustizia Orlando, neppure un twitter. […] Cosa ci ricordano, gli avvocati? In sostanza, sei punti (ne avrebbero certamente potuti proporre sessanta, ma anche i sei individuati sono emblematici, significativi):

 

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Boldrini Laura insopportabile comunistona al caviale superscortata

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

boldriniLa scorta della Boldrini ci costa un milione l’anno Ecco quanto spendiamo per il piccolo esercito che vigila sulla «Regina della Camera»

È la donna più scortata d’Italia, quindi d’Europa e, forse, del mondo. Un paradosso per chi, subito dopo la sua elezione alla terza carica dello Stato, aveva dichiarato lapidaria: «Ho chiesto di non avere la scorta. Non ho paura di camminare per Roma. Non ho paura di andare da casa in ufficio.

 

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Equitalia dà incentivi a dirigenti e dipendenti che fanno riscuotere il 5% in più ogni anno. Pressione fiscale sulle imprese al 74,4%.

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

EQUITALIALe confessioni di un funzionario di Equitalia: “Obiettivo incassare

Sono stati picchiati più volte. Aggrediti e sequestrati. I dipendenti Equitalia sono gli ultimi della catena riscossoria e come tale i primi a prenderle dai contribuenti infuriati. […]

 

 

 

In effetti Equitalia per come è organizzata sembra proprio prestarsi a fare da parafulmine. La società di riscossione ha chiuso il bilancio in passivo. Sono stati tagliati i costi del personale, ma la cifra di rosso ha superato gli 80 milioni per via dello stop della riscossione Ici. La perdita complessiva supera gli 800, se si considera i pregressi portati in dote dalle varie consorelle (Sud e Centro) dopo la fusione. 

Eppure i bonus vengono assegnati in base agli importi riscossi dai cittadini. Cioè, al raggiungimento del budget fissato dai vertici a inizio anno. Fa male sapere che, nonostante la crisi, negli ultimi anni l’obiettivo da raggiungere è sempre stato alzato. Almeno un 5% in più ogni anno. Ovviamente non è detto che il budget venga raggiunto. Se non viene conseguito almeno l’80%, inizia a scattare il meccanismo incentivante. L’anno scorso si era discusso di ridurre gli incentivi alla produzione. I sindacati – tutte e tre le sigle – avevano dichiarato: «Gli importi verranno ulteriormente ridotti, è una vergogna». 

Non è successo. I sindacati non hanno firmato il documento ma il prossimo giugno scatteranno ugualmente i pagamenti dei bonus sui risultati del 2013. Dal documento visionato da Libero si evince chiaramente che all’addetto che batte la strada vanno 500 euro lordi. Mentre al funzionario responsabile area oltre 3mila. 

Voci di corridoio interne raccontano di bonus per direttori regionali arrivati ai 20mila euro. Ovviamente nel caso in cui il budget di area venga raggiunto al 100% e il dipendente abbia ottenuto dai superiori il massimo della valutazione. Singolarmente non si tratta di cifre scandalose, ma se si considera che l’anno scorso a busta paga c’erano circa 8mila persone, gli importi complessivi diventano mastodontici. 

«Il paradosso», spiega un addetto alla riscossione, «è che chi sta per strada e rischia può aspirare massimo a 500 euro lordi mentre i dirigenti hanno iper incentivi. Senza contare che alcune figure sono state cooptate da altre aziende, più o meno pubbliche, senza alcuna conoscenza in materia». 

E questo forse spiega perché gli incentivi non vengano dati in base ai risultati di bilancio. Aiuterebbe a rimetterlo in sesto. L’ha detto pure la Corte dei Conti che chiede da tempo una riforma del sistema fiscale e un riequilibrio dei bilanci di Equitalia. All’appello nelle casse manca la stratosferica cifra di 545 miliardi di euro. Un quinto del debito pubblico. Somme che non torneranno mai. Altro che dare incentivi sul budget. 

«Per chi come noi lavora dentro Equitalia», prosegue l’addetto, «ci sono domande che restano insolute. Perché il nuovo software è peggiore del precedente? Non abbiamo la possibilità di avere a disposizione l’intera situazione debitoria del contribuente. Senza contare che spesso viaggiamo con la carta carbone. Perché renderci meno efficienti? A chi fa comodo?». 

Non è facile rispondere. Così come si resta stupiti quando si ascoltano alcune proposte degli addetti ai lavori. Mai realizzate. «Per ridurre l’evasione e consentire a noi di recuperare prima e maggiormente gli importi dovuti», conclude l’addetto, «basterebbe creare un software unico dove tutte le aziende inseriscono le fatture emesse e ricevute. Dal data base innanzitutto si vedrebbe subito se qualcuno ha emesso una fattura falsa a una partita iva fasulla. Purtroppo succede spesso. Ma ce ne accorgiamo noi e cinque anni dopo la contestazione. A quel punto, scopriamo che la società chiusa era domiciliata in uno stabile abbandonato e non c’è nulla da recuperare. Con il sistema on line potremmo intervenire subito e non consentire nemmeno abusi sull’Iva». 

Perché non si fa? Forse perché i contribuenti onesti ci guadagnerebbero. Lo Stato vedrebbe subito quali fatture sono insolute e non dovrebbe chiedere in anticipo il pagamento dell’Iva né tanto meno chiedere tasse su importo che sono una perdita e non reddito. «E anche noi», conclude, «saremmo più contenti di non trovarci di fronte a imprenditori che non sono stati pagati da un cliente e si sono trovati a dover scegliere tra gli stipendi e gli F24».

Claudio Antonelli

 

http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Cna%3A+a+Bologna+pressione+fiscale+imprese+74%2C2%25&idSezione=59013

 

Cna: a Bologna pressione fiscale sulle imprese al 74,2%, la seconda d’Italia

 

Secondo uno studio della Cna, Bologna è al secondo posto dopo Roma nella classifica italiana relativa alla pressione fiscale sulle imprese. Nel 2014, stando ai dati dell’associazione economica, le imprese italiane saranno tassate in media del 63,1% (nel 2011 il cosiddetto total tax rate era del 59,1%, quattro punti percentuali in meno).

La ricerca dell’Osservatorio dell’associazione economica ha misurato e quantificato il peso complessivo del fisco in 112 città italiane capoluogo di provincia prendendo come riferimento un’impresa manifatturiera individuale con un laboratorio di 350 metri quadrati, un negozio di 175 metri quadrati, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro all’anno e un reddito d’impresa di 50mila euro all’anno.

Si è così scoperto che, se è Roma ad aggiudicarsi la vetta della poco ambita graduatoria, con una pressione fiscale salita dal 65,7% del 2011 al 74,4% stimato nel 2014, è proprio il capoluogo dell’Emilia-Romagna a piazzarsi sul secondo gradino del podio, ex-aequo con Reggio Calabria, con il 74,2% di pressione fiscale e un balzo in avanti di quasi 10 punti percentuali rispetto al dato del 2011, che faceva segnare quota 64,6%.

il tenore di vita lussuosissimo dei ciellini da Formigoni a Lupacchiotti

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

formigoniAnche i presunti corrotti contro la bella vita dei politici. Sergio Cattozzo, ex segretario regionale Udc della Liguria e Gianstefano Frigerio, ex deputato forzista, entrambi arrestati nell’inchiesta sugli appalti Expo sono protagonisti di una conversazione che ha quasi del surreale.

 

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Luca Casarini ammanettato a Bruxelles

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Segnalazione Quelsi

 

by Redazione

 

 

Assemblea della sinistra, promossa dalla FiomLuca Casarini, candidato della Lista AltraEuropa per Tsipras, è stato fermato e ammanettato – con i lacci di plastica che usa la polizia belga – stamattina a Bruxelles. Ne dà notizia un comunicato della lista in cui si legge: “Ancora non si sa se il fermo verrà tramutato in arresto“.

 

 

Il fermo di Luca Casarini è avvenuto a Bruxelles dove si trova come componente della delegazione italiana alla manifestazione, organizzata da Blockupy, davanti a Palais d’Egoment, dove si sta svolgendo il summit europeo delle associazioni imprenditoriali.

“L’obiettivo della manifestazione (cui ha preso parte anche Luca Casarini) era quello di denunciare il ruolo delle imprese private nella definizione del nuovo accordo commerciale fra Stati Uniti ed Europa,il lTtip, che cancellerà di fatto ciò che resta del welfare nel vecchio continente”.

Un segnale forte contro l’oligarchia europea

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Segnalazione di Federico Prati

 

BANDIERA UEI cittadini italiani che si accingono a recarsi alle urne per votare alle elezioni Europee del 25 Maggio , nella loro stragrande maggioranza non lo sanno, alcuni lo intuiscono e pochi ne sono consapevoli,  che il loro voto non servirà quasi a niente.

Non è stato infatti molto pubblicizzata quale sia la realtà delle istituzioni europee ed in particolare non è stato spiegato al grande pubblico che gli organismi dell’Unione Europea che hanno il vero potere decisionale non sono elettivi.

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Aleppo, un crimine (democratico) contro l¹umanità

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza – Comunicato n. 49/14 del 15 maggio 2014, San Giovanni Battista de La Salle

 Aleppo, un crimine (democratico) contro l’umanità

 

aleppo-rebels-cut-water siUn grido dal cuore di Aleppo

“Il vostro atteggiamento è una vergogna. Voi dovreste essere perseguiti per crimini di guerra e contro l’umanità per complicità passiva” (un volontario marista di Aleppo rivolto all’Occidente)

 

 

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Appaltò, le maschere dell’Expo

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Segnalazione Quelsi

 

by Elisa Pistolesi

 

PULCINELLAA ‘paname’ è il titolo di una canzone un po’ tziganata dei Litfiba.
Una delle mie preferite, decisamente sessuata col suo “saremo tempesta, tempesta e calore, la ghigliottina di ogni legge morale”.
Mi piace. La ascolti bene, è goduria per le orecchie.
E’ meglio di un afrodisiaco che passa per via orale.
Eppure qualcosa mi dice che oggi potrebbe intitolarsi: ‘Appaltò’ che in quanto a ghigliottina di legge morale, ha ancora la meglio su ogni forma di avanguardia, pure del sesso più sfrenato.

 

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Le lacrime della Merkel, il G20 e il Golpe del 2011

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Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

 

MERKEL CON OBA OBA OBAMA“Das ist nicht fair”. Per lo stupore di quasi tutti nella stanza, Angela Merkel incominciò a piangere. “Non è giusto” disse la cancelliera tedesca con rabbia e le lacrime agli occhi. “Ich bringe mich selbst nicht um”. “Non ho intenzione di suicidarmi”. Ma la scena era ancora più notevole se si considerano i due destinatari della sua ira: il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama .
E, come se i due non l’avessero sentita, ha ripetuto: “Non ho intenzione di prendere un grosso rischio senza ottenere nulla dall’Italia. Non ho intenzione di suicidarmi”.

 

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Agec Verona: forti coi deboli e deboli coi forti

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Segnalazione di www.veronapulita.it 

 

agecIl processo Agec è entrato nel vivo, ma non è di questo che vogliamo parlare oggi. Ci preme molto di più far conoscere la situazione disperata in cui si trovano le famiglie dei 20 lavoratori cimiteriali, senza stipendio da mesi. Il primo di questi lavoratori che ha fatto presente a nome di tutti la situazione è stato lasciato a casa. …

Leggi online.

 

 

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Cancellati i dati del Senato? Cos’è successo?

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Segnalazione di www.nocensura.com 

 

CIRCO SENATORIALEApprendiamo dal Senatore M5s Giarrusso un fatto gravissimo e scandaloso: FATE GIRARE visto che i media non ne hanno parlato! 

“Ieri è successo un fatto gravissimo ed inaudito.

Dopo che un senatore aveva richiesto di conoscere gli accessi di Primo Greganti (il tesserato Pd arrestato per le tangenti dell’Expo 2015) agli uffici del Senato, il sistema informatico si è improvvisamente bloccato ed è rimasto fuori servizio per mezza giornata.

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