Segnalazione Quelsi
Iniziative come quella del “mediatore culturale” per far pagare il biglietto agli stranieri non abituati ad assolvere tale obbligo hanno un solo pregio: svelare la malafede dei relativisti e sfatare le malefatte dei loro miti buonisti sempre a danno delle persone oneste.
L’immigrazionismo è una fede e come tale non può essere spiegata, ma solo imposta con la forza; quindi i suoi “sciamani“, trovandosi nell’impossibilità di giustificare ciò che non riescono più a negare, sono costretti ad inventarsi nuove formule magiche con cui impressionare le loro folle sempre più disincantate verso gli effetti miracolistici delle “convivenze multiculturali“, ad iniziare da situazioni basiche come il salire su un autobus.
«Se riusciamo a dare una comunicazione serena tutti ne gioveremo, anche noi, perché credo sia meglio educare che reprimere», sostengono i responsabili dell’iniziativa, con le solite formule asettiche e prive di senso compiuto.
Ebbene, se dopo decenni scopriamo che per far pagare il biglietto ai renitenti occorre un mediatore culturale (remunerato ovviamente con le tasse dei “medianti”), le osservazioni logiche fattibili sulla faccenda restano ben poche: Continua a leggere


















