Segnalazione Quelsi
L’eccidio di Porzus è un argomento caldo, scottante e molto spesso negato o nascosto, come tante altre stragi e crimini compiuti dai partigiani comunisti. I gendarmi della memoria resistenziale, come vengono definiti da Pansa nel suo libro Bella Ciao-Controstoria della Resistenza, considerano Porzus un tabù da non rievocare. E figuriamoci se si può citare o nominare nei libri di storia o raccontarlo nelle scuole.
I fatti sono i seguenti: mercoledì 7 febbraio 1945, nel primo pomeriggio, un centinaio di partigiani della formazione Garibaldi, appartenenti ai gappisti, si mossero contro un obiettivo indicato dal loro comandante Mario Toffanin, detto “Giacca” , 32 anni nato a Padova, operaio nei cantieri di Monfalcone e comunista integrale.
Quel giorno del 7 febbraio guidò i suoi uomini verso le malghe di Topli Uork, successivamente chiamate Porzus. E’ un posto di montagna dove in un paio di baracche viveva un comando di una formazione partigiana non comunista. C’erano cattolici, monarchici ,appartenenti al Partito d’Azione e altri antifascisti, ma per Giacca era tutta gentaglia che aveva rapporti equivoci con comandi repubblichini e tedeschi. La Brigata si chiamava Osoppo e aveva una grande colpa: rivendicava con decisione l’italianità di quei territori. Un affronto imperdonabile per i partigiani comunisti della zona che avevano già fatto diversi accordi con i partigiani di Tito, dove si indicava che alla fine della guerra quelle terre sarebbero andate ai guerriglieri sloveni. Continua a leggere












Segnalazione di Loris Zamperoni