Due mentalità

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di Lorenzo Parolin

Due mentalità

Fonte: Lorenzo Parolin

Il bravo artigiano che costruiva le cattedrali, pensava?

Certo che pensava, ed anche disegnava, ma poi agiva e abbozzava l’opera.

Poi pensava di nuovo e la modificava o la rifaceva, e così via fino a portarla a termine, magari molto diversa da come l’aveva concepita.

È sottinteso che il “maestro” lavorasse in solitaria e fosse assecondato da garzoni addetti ai lavori di fatica, ed è probabile che fosse da questi lodato, qualunque fosse la scelta da lui compiuta.

Ma perché faticare tanto a testa bassa rischiando di ottenere articoli rimaneggiati e quindi costosi? Perché non costruire progressivamente l’oggetto nella mente e nella carta, e solo dopo averlo definito e rifinito virtualmente passare all’esecuzione? Si andrebbe a colpo sicuro! Le scelte possono essere fatte giuste da subito, senza andare per tentativi, e relegare gli errori alla fase progettuale. Continua a leggere

Per lo stupore dell’Occidente, sembra che Assad abbia vinto la guerra

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di Robert Fisk

Per lo stupore dell’Occidente, sembra che Assad abbia vinto la guerra

Fonte: Comedonchisciotte

La settimana scorsa ho ricevuto al cellulare un messaggio dalla Siria. “Il generale Khadour ha mantenuto la sua promessa”, c’era scritto. Ho capito sùbito di cosa si trattava.

Conobbi Mohamed Khadour cinque anni fa, comandante di alcuni soldati siriani in un piccolo sobborgo di Aleppo, assediata nella sua parte est dai combattenti islamici. Mi mostrò la sua mappa e mi disse che avrebbe riconquistato quelle strade in 11 giorni.

A luglio l’ho incontrato di nuovo, ad est del deserto siriano. Mi ha confidato che voleva entrare nella città assediata di Deir ez-Zor entro agosto. Gli ricordai, un po’ crudelmente, che l’esercito siriano ci aveva messo più di quattro anni per riprendere parte di Aleppo. Cosa vecchia, mi ha risposto. A quei tempi l’esercito non era pronto ad una guerriglia, era addestrato solo per recuperare il Golan e difendere Damasco. Ma ora avevano imparato. Continua a leggere

D’improvviso, in tutte le capitali d’Europa, c’è voglia di guerra

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di Maurizio Blondet

D'improvviso, in tutte le capitali d'Europa, c'è voglia di guerra

Fonte: Maurizio Blondet

Quello che appare nella foto è il ministro degli esteri britannico Boris Johnson.  Andato in Estonia si è mascherato da carrista e “s’è goduto un giro”, scrive il Telegraph, su un carro armato Challenger delle forze armate inglesi,  che opera in Estonia nel quadro del riarmo NATO. Questi carri armati, ha dichiarato, sono “un presenza rassicurante per gli alleati confrontati all’antagonismo russo nell’Europa del Nord e nella regione Baltica”. Continua a leggere

Elite Finanziaria ed il controllo globale

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di Luciano Lago

Elite Finanziaria ed il controllo globale

Fonte: controinformazione

di Luciano Lago

Come altre volte abbiamo scritto, il processo di globalizzazione economica ha favorito negli ultimi decenni l’ascesa al potere di una elite finanziaria transnazionale che ha acquisito un potere di controllo di fatto sul sistema economico mondiale tramite il monopolio degli strumenti finanziari ed la supervisione sui principali organismi transnazionali che svolgono la funzione di regolatori dei mercati dei capitali e dei principali indici finanziari.

Si tratta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, del potentissimo WTO (commercio internazionale), della Banca dei Regolamenti Internazionali ( che rappresenta il vertice del cartello bancario delle Banche Centrali, un istituto che controlla l’offerta di moneta in tutto il globo), dell’ONU e delle sue più importanti agenzie, della Goldman Sachs e delle più importanti banche d’affari (dalla JP Morgan alla Black Rock, Morgan Stanley, Credit Suisse, ecc..). Continua a leggere

La strategia dell’isteria

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di Gianni Petrosillo

La strategia dell'isteria

Fonte: Conflitti e strategie

La strategia dell’isteria con la quale i politicamente corretti sperano di mantenersi in sella, distillando odio puro, senza distinzioni di razza, sesso e religione, ma lamentando l’immaginaria riacutizzazione delle discriminazioni xenofobe, di genere e di fede, procurerà tanti danni all’Italia ma, forse, riuscirà a risvegliare dal fondo dell’abisso forze devastanti che verranno finalmente a spazzare via simili demoni dostoevskiani, con il loro armamentario ideologico pestilenziale. Quando si sarà fatta piazza pulita dei laidi buonisti di ogni colore politico, con persecuzioni, torture e altri episodi estremi di vendetta e di rabbia, la ragione tornerà a rischiararsi convogliando le energie in eccesso in una saggia e assennata opera di ricostruzione della società. Ma prima di quel momento, dovranno scorrere abbondanti fiumi di sangue perché siamo circondati da una massa enorme di zozzoni senza coscienza e senza pietà che sta avvelenando un’intera epoca storica. Il fascismo non c’entra niente con le spontanee reazioni della gente alle umiliazioni subite a causa delle iniziative di una classe dirigente immonda e asservita ai peggiori cliché dell’odierna decadenza. Di fronte a questo scempio, dovremmo pure stare zitti secondo lorsignori. Non possiamo pronunciare la nazionalità di chi commette atti di violenza, non possiamo indicare la sua chiesa, pur se in nome di essa è stata compiuta una strage, non possiamo specificare il sesso per non urtare l’apparato genitale di nessuno. Nel far questo, però, possiamo benissimo violentare il cervello, l’unico organo che non trova più difensori. Continua a leggere

Perché la sinistra liberal si è imposta di non guardare mai “indietro”

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di Diego Fusaro

Perché la sinistra liberal si è imposta di non guardare mai “indietro”

Fonte: Tempi

Dal Sessantotto, il capitale opera in vista dell’integrale desimbolizzazione e, dunque, con le categorie di Carl Schmitt, della “neutralizzazione” (Neutralisierung) di ogni risorsa di senso che non sia quella economica concorrenziale. Sancendo l’illegittimità di tutte le figure dell’autorità (etica borghese, legame religioso, figura del padre, vincoli della tradizione), delegittima le ultime isole di resistenza all’“onnimercificazione” (Serge Latouche), e, per questa via, favorisce il compimento del nichilismo della società del mercato, in cui l’unico valore è quello di scambio e il solo simbolo superstite è il denaro: l’argent n’a pas de maître. Continua a leggere

I martiri cattolici nell’ inferno maoista

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mao-chinaSegnalazione del Centro Studi Federici

Nella storia scritta dai settari non c’è spazio per le vittime del comunismo e in particolare per i martiri cattolici. Oggi ricordiamo i crimini dei seguaci del dittatore Mao Tse-tung, tanto osannato dai sessantottini italiani.
 
Inediti. Cina, il martirio taciuto
Chissà se un giorno anche tanti sessantottini di casa nostra chiederanno pubblicamente scusa per aver contribuito ad alimentare in Occidente il mito di Mao Zedong (1893-1976). Dal 1949 alla sua morte, il «Grande timoniere» della Cina si guadagnò un posto tra i peggiori dittatori della storia. Il suo comunismo non fu meno brutale di quello di Stalin, ma per tanti, troppi anni, una cappa ideologica ha tenuto nascosti i suoi crimini.Solo di recente, grazie anche a coraggiose voci isolate come quelle di Harry Wu o della scrittrice Jung Chang, stanno venendo fuori le prime raccapriccianti testimonianze. Tali sono anche quelle raccolte da Gerolamo Fazzini nel libro appena uscito In catene per Cristo Diari di martiri nella Cina di Mao (Editrice Missionaria Italiana, pp. 416, euro 20).
Un ulteriore prezioso grimaldello per scoperchiare gli orrori perpetrati dal «Sole Rosso» non solo contro i dissidenti, ma soprattutto contro i cattolici e gli altri credenti che Mao considerava «nemici senza fucile».Tanto più che, come ricorda nella prefazione il direttore di AsiaNews, il missionario del Pime padre Bernardo Cervellera, le persecuzioni nell’indifferenza dei mass media continuano ancora oggi, «talvolta con meno crudeltà, ma sempre con un controllo totalitario sulla vita dei cristiani». Fazzini, che aveva già curato Il libro rosso dei martiri cinesi (San Paolo), attinge sempre a fonti inestimabili come quelle missionarie, ancora però scarsamente considerate. A tal punto che – scrive l’autore – «l’opinione pubblica, comprese le fasce più acculturate del mondo cattolico, ignora pressoché totalmente la portata del dramma delle vittime cattoliche della rivoluzione maoista».
Nel libro confluiscono dunque i racconti autobiografici di quattro testimoni esemplari: Gaetano Pollio, arcivescovo di Kaifeng, arrestato e mandato ai lavori forzati per sei mesi; Domenico Tang, gesuita, arcivescovo di Canton, detenuto per 22 anni, dato già per morto anche dalla sua famiglia; padre Leone Chan, 4 anni e mezzo di carcere, uno dei primi sacerdoti a far conoscere in Occidente l’incubo comunista cinese per essere riuscito a fuggire nel 1962; Giovanni Liao Shouji giovane catechista cinese anche egli internato per oltre 22 anni nei gulag cinesi, i laogai, terrificanti e tuttora attivi (almeno un migliaio secondo Harry Wu e la sua Laogai Research Foundation).Le loro testimonianze da sopravvissuti all’inferno maoista sono da brividi. Condannati con procedimenti farsa sulla base di crimini mai compiuti (padre Chan fu accusato persino di aver avvelenato l’acquedotto cittadino) furono costretti a umiliazioni di ogni genere come impastare sterco per far mattoni o pene atroci come fissare a lungo luci accecanti senza poter chiudere gli occhi. «I nostri pasti erano miseri: persino il guscio delle arachidi veniva tritato e dato come cibo. Mi accorsi presto, però, che quella alimentazione era causa di emorragie interne (…) Erbe selvatiche e scarse quantità di riso erano tutto il cibo che avevamo; con quella alimentazione dovevamo lavorare per dieci ore al giorno». In sottofondo le urla prolungate e strazianti dei condannati che sarebbero stati sepolti vivi.Queste e altre indicibili torture avvenivano «mentre in Europa, negli anni Sessanta – annota amaramente Fazzini – il verbo del maoismo veniva propagandato come il “volto buono” del comunismo, arruolando simpatizzanti anche in casa cattolica». Lo ricorda bene un decano dei missionari come padre Piero Gheddo: «Fino al 1951 le notizie della persecuzione del “Paese di mezzo” erano accolte con un certo distacco dall’opinione pubblica italiana e anche fra i cattolici non mancavano voci di comprensione nei confronti dei comunisti cinesi e di critica alle missioni».Così mentre buona parte della sinistra europea di quegli anni spacciava in Occidente il Libretto Rosso come simbolo di «libertà» ed «emancipazione», Mao portava avanti la sua mattanza. «È possibile affermare – denuncia il libro – che il “Sole rosso” sia responsabile direttamente o meno  di crimini pari o addirittura superiori, per crudeltà, intensità e durata, a quelli di Stalin e dello stesso Hitler. Non è un’affermazione a effetto: un ex gerarca maoista riparato all’estero, Chen Yizi, afferma di aver visto un documento interno del Partito comunista che quantificava in 80 milioni il numero dei morti “per cause non naturali” nel periodo del “Grande balzo in avanti” (1958-61)».La grande Rivoluzione culturale lanciata da Mao di fatto puntava a trasformare il culto del Grande Timoniere nella nuova religione dei cinesi, declinando il verbo comunista dell’«uomo nuovo» senza Dio. Ma la ferocia verso i credenti non riuscì a piegare una fede più forte delle catene: anche oggi in Cina solo fra i cattolici ogni anno vengono battezzati circa 150 mila adulti.
Non si può però leggere questo libro senza rimanere scossi da questi testimoni indomiti che riuscirono a non perdersi d’animo anche negli abissi dell’orrore: «Dio mi fece la grazia di essere ottimista». Così da meravigliare i carcerieri medesimi: «Gli stessi poliziotti comunisti mi confessarono parecchie volte che ci ammiravano e che non riuscivano a spiegarsi come potevamo soffrire il carcere per un’idea e per la fedeltà al papa che viveva così lontano». Per nessuna ragione avrebbero tradito Gesù di Nazaret: «Le parole del Maestro mi risuonavano alla mente: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me”».Se Cristo non desse un senso alla vita, anche alle sue terribili sofferenze, come potevano sfidare quel supplizio senza paura? È l’interrogativo che lasciano oggi a un Occidente vuoto e debole spiritualmente. Perdonando e ringraziando come i primi cristiani nelle catacombe: «Il semplice fatto di essere vivo per raccontare (…) è in se stesso un fatto straordinario (…) Ma ancora più miracoloso è stato che io sia uscito da una simile esperienza di pressioni fisiche, mentali e morali, con la mia fede intatta (…) senza aver mai ceduto ai comunisti per debolezza o paura. Ringrazio Dio che non mi ha permesso di tradirlo mai; ho combattuto la buona battaglia e mantenuto la fede».

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Disponibile il numero 77 di Sursum Corda del 10 settembre 2017

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Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile il numero 77 (del 10 settembre 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 77. Tempio e Sacerdozio all’epoca di Gesù;

– Preghiera per la Natività di Maria Santissima;

– Catechismo tridentino. Preparazione all’orazione, terza ed ultima parte;

– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 53, 54 e 55;

– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II, Preliminare II, parte 2;

– Teologia Politica n° 68. Lo Stato anticristiano o laico è un sistema di assolutismo;

– Racconti miracolosi n° 21. San Dunstano e la penitenza del Re scandalizzatore;

– Teologia Politica n° 69. Il parassitismo. Miserabile sanguisuga sulla ricchezza di un popolo;

– Racconti miracolosi n° 22. Un agnello risuscitato al nome di san Francesco di Paola.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti, per le vocazioni, per le famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.


Sursum Corda ONLUS
Associazione di volontariato riconosciuta nei settori Sociale e Culturale
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
Redazione: editoria@sursumcorda.cloud
Donazioni: paypal@sursumcorda.cloud

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C’ERA UNA VOLTA LA CHIESA DELL’INTELLIGENZA NELLA FEDE

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Risultati immagini per ingresso di chiesaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel trattare la manifestazione della trascendenza nella Chiesa, si deve parlare dell’origine e della natura di questo potere supremo. Niente di meglio che farlo pubblicando un discorso specifico di Papa Pio XII sull’argomento, un discorso rivolto appunto alla Corte del Sacro Romano Rota. Seguono parti del testo originale in italiano, per evidenziare alcuni punti salienti della questione.

Il documento risale al 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, e quando la vittoria degli alleati, specialmente degli Stati Uniti d’America, aveva per slogan più diffuso la necessità di una democrazia all’immagine degli USA in tutto il mondo. Il Papa aveva già affrontato la questione nel suo messaggio di Natale del 1944,Radio messaggio “Benignitas et humanitas»: Chiesa Faro delle Nazioni.

·       Sarebbe bene notare che questo Papa che tratta con grande rispetto del futuro della democrazia, ha scritto su due democrazie; una possibile, l’altra inaccettabile. (Vedi il libro di Jean Madiran Les deux démocraties, 1977. Continua a leggere

8 Settembre: Natività della SS. Vergine Maria

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 Natività della Beata Vergine MariaI genitori di Maria furono S. Gioachino e S. Anna.

La nascita della SS. Vergine fu preannunziata fin dall’inizio quando il Signore promise all’umanità decaduta un’altra donna che avrebbe schiacciato il capo a’ serpente. E giunta la pienezza dei tempi, Maria apparve come stella mattutina nel mare tempestoso del mondo, pura, santa, piena di grazia.

Maria nacque santa, poiché fu concepita senza macchia originale e piena di ogni grazia. La grazia che ebbe la SS. Vergine sorpassò la grazia non solo di ciascun santo, ma di tutti gli Angeli ed i Beati del cielo, e questo ben a ragione perché Maria era destinata a divenire Madre di Dio. Ora se Maria fu eletta ad essere Madre di Dio, era necessario che Dio l’adornasse d’una grazie corrispondente alla dignità eccelsa cui l’aveva destinata. Inoltre Maria era destinata ad essere mediatrice d tutte le grazie e perciò ebbe una grazia superiore quella di tutte le altre creature.

La SS. Trinità concorse a gara per preparare h Madre di Dio. Concorse il Padre rendendo Maria immune dalla macchia originale, perché era la sua figlia e figlia primogenita: « Io uscii dalla bocca dell’Altissimo primogenita prima di tutte le creature »; perché la destinò a riparatrice del mondo e mediatrice di pace tra gli uomini e Dio, e infine perché la prescelse come Madre del suo Unigenito. Concorse il Figliuolo che aveva eletto Maria per sua Madre: Maria fu degna del divin Salvatore. Concorse lo Spirito Santo conservandola intatta perché doveva essere la sua sposa. E sappiamo che questo Sposo Divino amò Maria più che tutti gli altri Santi ed Angeli assieme. Continua a leggere

Invito: “Diplomazia nella steppa: il Kazakhstan tra Onu e crisi siriana”

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isagSu invito dell’ Istituto IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie)

La S.V. è invitata al convegno Diplomazia nella steppa: il Kazakhstan tra Onu e crisi siriana, che si terrà venerdì 15 settembre p.v., dalle ore 17, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto (Camera dei Deputati), sito in Via del Seminario 76, Roma.

Vi invitiamo a consultare la locandina: 2017.09.15-diplomazia_steppa per la presentazione e il programma completo del convegno, organizzato dall’IsAG per celebrare i 25 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Kazakhstan.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione tramite il seguente modulo online (cliccare qui).

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Lidl costretta alla retromarcia dalle proteste. Aveva tolto le croci cristiane per ingraziarsi gli islamici

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Non era una follia del politicamente corretto, ma il frutto di una strategia commerciale che dopo le proteste dei cittadini europei ha fatto radicalmente cambiare rotta alla Lidl, tra i principale leader europeo della vendita al dettaglio.

Lo conferma a La Verità la stessa Lidl Italia che ha ammesso l’«errore» del gruppo. Lidl aveva manipolato sui suoi prodotti le foto raffiguranti la chiesa ortodossa di Anastasis a Santorini, in Grecia, cancellandone la croce cristiana sulla cupola e le croci sulle cupole circostanti…

leggi tutta l’inchiesta di Antonio Amorosi in prima pagina e a pag 8 de La Verità del 7 settembre in edicola. Presto on line Continua a leggere

Preoccupazione per le violazioni dello Statu quo nel caso «Jaffa Gate»

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DICHIARAZIONE – Di seguito riportiamo la dichiarazione dei Capi delle Chiese di Gerusalemme riguardo alle violazioni dello Statu quo per il caso «Jaffa Gate», che minacciano l’integrità di Gerusalemme e il benessere delle comunità cristiane della Terra Santa.

Dichiarazione congiunta dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese di Gerusalemme

«Imparate a fare il bene: ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso» (Isaia 1, 17)

Nel luglio del 2017, noi Capi delle Chiese di Gerusalemme siamo stati obbligati a rilasciare un comunicato stampa sulle violazioni dello Statu quo che regola i Luoghi Santi e garantisce i diritti e i privilegi delle Chiese. Lo Status quo è universalmente riconosciuto dalle autorità religiose e dai governi, ed è sempre stato sostenuto dalle autorità civili della nostra regione. Continua a leggere

Sradicati, dunque, integrati

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di Sebastiano Caputo

Sradicati, dunque, integrati

Fonte: L’intellettuale dissidente

In Italia è sempre più difficile parlare liberamente dello stupro di Rimini a causa della bipolarizzazione dell’informazione: se da una parta la stampa “progressiva” omette vergognosamente la notizia, quella più critica scivola nella confusione per eccesso di foga. Unirsi al linciaggio mediatico serve a poco, piuttosto risulta interessante inserire il profilo di Guerlin Butungu, 20 anni, nel quadro dell’intera vicenda. Chi scrive questo articolo non si indigna per convenienza, non crede alla favola della “criminalità importata dagli immigrati”, tantomeno all’inferiorità morale dei popoli africani e mediorientali, tuttavia la storia personale del richiedente di asilo congolese è troppo rivelatrice, nella sua dimensione sociologica, per essere ignorata. Sbarcato a Lampedusa nel 2015, quasi maggiorenne, aveva ottenuto il permesso per motivi umanitari e si è ritrovato nella provincia di Pesaro-Urbino, probabilmente in una struttura di accoglienza. Non si misura una persona sui social network ma degli indizi possono aiutare a comprendere la percezione dell’Occidente di un giovane africano cresciuto in una società primitiva e tradizionale (nessun riferimento all’arretratezza del Congo, qui si sottintende il rapporto con la modernità) ritrovatosi ai margini della penisola italiana. Continua a leggere

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